In EUROBUS con due stelle della Nazionale
Testo: Wolfram Scherer
EUROBUS è da molti anni Team Car Partner della Swiss Ice Hockey Federation. Il bus ufficiale della squadra, guidato dall'autista Reto Grogg, accompagna regolarmente i giocatori alle partite e agli allenamenti. In occasione del Media Day della SIHF, ad agosto, alla pista di ghiaccio artificiale «Schoren» di Langenthal, abbiamo parlato con il portiere della Nazionale Reto Berra e con l'ala Christoph Bertschy dei viaggi sul bus della squadra e del nostro autista Reto Grogg.
«Parliamo di tutto un po'»
«Il bus lo uso in realtà solo con la squadra. Qui però lo apprezzo molto», dichiara il portiere della Nazionale Reto Berra e aggiunge: «In privato ci muoviamo piuttosto in auto, anche se ho appena ricomprato un abbonamento metà-prezzo, perché utilizzo volentieri anche i buoni collegamenti ferroviari.» Anche Christoph Bertschy apprezza il servizio del bus della squadra. «Ci viene a prendere sempre puntualmente in albergo e ci porta alla partita o all'allenamento.» E come passano il tempo i giocatori durante il viaggio? Reto Berra racconta: «Prima di una partita l'atmosfera è sempre un po' più tranquilla. Allora la squadra è concentrata. Prima di un allenamento, invece, sul bus si parla spesso di tutto un po'.» In ogni caso, i viaggi sul bus della squadra sono rilassanti e molti giocatori ne approfittano per leggere o ascoltare musica. Volevamo anche sapere se sul bus esista un ordine dei posti e abbiamo scoperto che a sedersi dietro sono soprattutto i giocatori più anziani. Tra questi ci sono anche Reto Berra, in Nazionale dal 2012, e Christoph Bertschy, che già nel 2010 giocava nella Nazionale U18. Christoph Bertschy: «Siamo seduti entrambi piuttosto nella parte posteriore del bus. Qui è un po' più vivace. Spesso durante il viaggio giochiamo anche a carte.»



In viaggio con l'autista Reto Grogg
Anche se i giocatori della Nazionale sono naturalmente impegnati con i propri compiti, l'autista del bus della squadra fa parte del gruppo. Reto Berra dice ridendo: «Sì, certo che conosciamo Reto Grogg, ha anche il mio stesso nome. Il nostro rapporto è molto buono. Reto Grogg si rallegra sempre per la partita e per i viaggi. E fa il suo lavoro in modo eccellente.» Christoph Bertschy aggiunge: «Con Reto Grogg parliamo di tutto. Capita anche che ci scambiamo messaggi su WhatsApp e che lui si congratuli con me per una bella partita o una vittoria. E proprio durante un ritiro, per esempio prima di un Mondiale, diventiamo sempre più affiatati. Allora parliamo spesso anche di cose private.» E Reto Grogg festeggia anche con la Nazionale? «Sì, certo», dice Christoph Bertschy, «con tutta la passione. È anche un grande tifoso della Nazionale.»

