Capodanno a Venezia - Romanticismo e magia della musica Concerto di Capodanno e La Traviata nel palazzo
Incomparabile, coinvolgente, romantica: Venezia è una città piena di magia. La splendida Piazza San Marco è forse il salotto più elegante d'Europa, circondata da capolavori di prim'ordine. Vivrete l'opera "La Traviata" nell'atmosfera di un palazzo veneziano, dove ogni scena si svolge in una stanza diversa. Il grande momento clou è il concerto nell'ambito dei Concerti di Capodanno nel magnifico Gran Teatro La Fenice.
Date e prezzi
- 2026
| 29.12. - 01.01.2027 | Di. - Fr. | da CHF 3'033.- |
1° giorno: Svizzera - Venezia
Viaggio d'andata via Milano fino a Venezia. In taxi-boat si raggiunge l'hotel. In serata cena in comune in hotel.
2° giorno: Venezia e concerto alla Fenice
Al mattino scoprirete il affascinante centro storico durante una visita guidata che comprende la celebre Piazza San Marco e altre imponenti attrazioni. Il pomeriggio è a vostra libera disposizione, ideale per una passeggiata individuale o una piacevole pausa in uno dei graziosi caffè. In tarda giornata vi attende il festoso concerto di Capodanno al Gran Teatro La Fenice, un momento clou dell'anno nella scena culturale italiana.
3° giorno: Venezia e opera nel palazzo
Al mattino partecipate a una visita guidata a Palazzo Ducale, un tempo sede dei potenti capi di Stato veneziani. Scoprirete sale sontuose, importanti opere d'arte e il celebre Ponte dei Sospiri. Il pomeriggio è a libera disposizione. La sera vi attende una cena in un ristorante selezionato, seguita dall'opera di Verdi "La Traviata" in un palazzo veneziano.
4° giorno: Venezia - Svizzera
Con tante belle impressioni nel bagaglio, il taxi-boat vi porta al parcheggio dei torpedoni. Da lì intraprenderete il viaggio di ritorno in Svizzera.
CarRouge
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360° Panorama
Incluso
- Viaggio in Car Rouge, disposizione dei posti 2+1
- Accompagnatore musicale da/per la Svizzera
- Alloggio in hotel selezionato 4*
- 3 x PC (camera/colazione a buffet)
- 2 x cena, bevande incluse
- Concerto di Capodanno (30.12.) 1ª categoria
- Biglietto per l'opera nel palazzo (31.12.)
- Tutti i trasferimenti in taxi-boat
- Visita a piedi di Venezia
- Ingresso e visita guidata a Palazzo Ducale
- Ingresso e visita guidata alla Basilica di San Marco
- Sistema audio Car Rouge
Hotel
Soggiornerete nell'hotel Saturnia 4*, in posizione perfetta nel cuore di Venezia. Piazza San Marco e il teatro dell'opera sono raggiungibili a piedi in pochi minuti.
Descrizione dell'opera
Giuseppe Verdi: «La Traviata» – «A quell'amor ch'è palpito!»
Il punto di partenza dell'opera di Verdi è il romanzo francese «La dame aux camélias» di Alexandre Dumas figlio, da cui nacque un fortunato lavoro teatrale. Il librettista italiano Francesco Maria Piave, che per Verdi aveva già scritto i libretti da «Ernani» a «Rigoletto», fornì al compositore anche il modello letterario per l'opera in tre atti «La Traviata», che Verdi portò a termine in 45 giorni. La prima rappresentazione ebbe luogo il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice. Ma solo una rielaborazione e la nuova messa in scena del 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto di Venezia garantirono all'opera il successo definitivo.
Violetta si abbandona al piacere di una festa, attenuando così la sua sofferenza. Banchetta in mezzo agli amici: il visconte Gaston, Alfredo Germont, Flora Bervoix, il barone Douphol. Alfredo intona il brindisi: «Libiamo ne'lieti calici». Si danza il valzer. Violetta impallidisce e si guarda allo specchio: «Oh qual pallor!» Chiede apertamente ad Alfredo: «Da molto è che mi amate?» Nel duetto «Un dì felice» i due si confessano il loro amore. Lei gli porge una camelia che porta sul petto, che lui dovrà restituirle solo quando sarà appassita. Le parole d'amore di Alfredo sul «palpito dell'universo intero» le toccano il cuore: «E strano!» Racconta della sua giovanile nostalgia per un signore del futuro. Ma vuole restare libera e godersi i piaceri del momento.
In una casa di campagna Alfredo parla con entusiasmo di Violetta, che per lui da tre mesi evita le sfarzose feste della città. Preoccupata, la serva Annina racconta che Violetta intende vendere i suoi beni, cavalli e carrozze. Le servono «mille luigi». Flora scrive a Violetta nel suo nuovo rifugio e la invita alla festa a Parigi. Germont, il padre di Alfredo, le fa visita e viene a sapere della lettera con le intenzioni di vendita. Chiede «un sacrificio». «Pura siccome un angelo». Accenna a una relazione della figlia, che potrà sposarsi solo se Alfredo tornerà in seno alla famiglia salvandone l'onore. Chiede a Violetta di rinunciare ad Alfredo. Quasi con cinismo le spiega i vantaggi di una separazione e che il cielo non ha benedetto quell'unione. La sua speranza svanisce di potersi un giorno risollevare come donna perduta, come «traviata». Invoca la pura vergine: «Dite alla giovine si bella e pura». Germont la consola: «Piangi, o misera!» Deve dire ad Alfredo di non amarlo! Violetta si getta sul petto di Germont: «Qual figlia m'abbracciate, forte cosi sarò». Vuole morire come vittima del suo amore: «Conoscea il sacrificio».
Padre e figlio si abbracciano. Germont gli ricorda i bei tempi e la voce dell'onore («la voce dell'onor»). Alfredo giura vendetta alla festa di Flora. Il marchese D'Obigny diffonde la voce che Alfredo e Violetta siano separati. Entrano i «Cori di Zingarelle e di Mattadori spagnoli». Gaston canta la canzone del torero Piquillo. Alfredo vede Violetta al braccio del barone Douphol. Si gioca d'azzardo. 100 luigi sul destro e sul sinistro. Alfredo vince. Violetta avverte Alfredo di andarsene. Douphol è lo sfidante. A lui ha fatto il giuramento di evitare Alfredo: «Di fuggirti un giuramento sacro io fea». Finge di amare Douphol. Alfredo le getta la borsa ai piedi: amore a pagamento! «Gelosa smania». La gelosia furiosa lo spinge a farlo. Solo ora lei confessa di amare Alfredo fino alla morte!
Il dottor Grenvil le tasta il polso. La tisi le concede solo poche ore di vita. Con tono da lezione legge la lettera di Germont sul ferimento del barone nel duello. Prende congedo dalla vita. Irrompe il baccanale del «bue grasso». Alfredo è accanto a Violetta. Vuole portarla lontano da Parigi. Germont si pente. La sua ultima confessione: «Se una pudica vergine degli anni suoi nel fiore a te donasse il core sposa ti sia..io vo..». È compiuto. Muore tra le sue braccia.