Stoccarda - Staatstheater La Traviata al Staatstheater
Vivete l'emozionante opera di Verdi «La Traviata» nell'elegante Staatstheater. Soggiornate nell'raffinato Hotel Steigenberger, nel cuore della città. Un momento culminante particolare è la visita guidata esclusiva alla Staatsgalerie, che riunisce capolavori di epoche diverse. Un viaggio che unisce piacere dell'opera, arte e ospitalità di prim'ordine.
Date e prezzi
- 2027
| 29.03. - 31.03.2027 | Mo. - Mi. | da CHF 1'350.- |
1° giorno: Svizzera – Stoccarda
Dopo l'arrivo nell'elegante Hotel Steigenberger, gusterete un pranzo rilassante nel ristorante dell'hotel. In seguito scoprirete, con un tour guidato della città, i lati più belli di Stoccarda: dal barocco Neues Schloss alla splendida Königstrasse fino all'imponente Stiftskirche (durata 1,5 ore). Dopo un po' di tempo libero, la giornata si concluderà piacevolmente con una cena in comune in hotel.
2° giorno: Stoccarda & opera
Dopo la colazione in hotel vi attende una visita guidata esclusiva ai capolavori della Staatsgalerie, da Holbein a Picasso. Il pomeriggio è a vostra libera disposizione. Nel primo tardo pomeriggio gusterete un leggero menù di 2 portate. In seguito assisterete a «La Traviata» di Verdi, un'opera toccante sull'amore, sulle costrizioni sociali e su una tragica rinuncia. Con le sue melodie senza tempo è annoverata tra i capolavori più celebri e amati dell'opera italiana.
3° giorno: Stoccarda - Tubinga - Svizzera
Dopo la colazione in hotel vi recherete nella pittoresca Tubinga, dove vicoli tortuosi, colorate case a graticcio e la vista sul Neckar con le tipiche barche a pertica compongono l'incanto del centro storico. Il soggiorno è a vostra libera disposizione, per passeggiare, scoprire o semplicemente godervi il luogo. Per concludere il viaggio vi attende un pranzo in comune in una tipica locanda con cucina regionale.
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INCLUSO
- Viaggio in Car Rouge, sedili 2+1
- Accompagnatore musicale da/per la Svizzera
- Alloggio in hotel selezionato a 5*
- 2 x pernottamento con colazione a buffet
- 1 x pranzo all'arrivo, bevande incluse
- 1 x cena di 3 portate, bevande incluse
- 1 x cena di 2 portate, bevande incluse
- 1 x pranzo durante il viaggio di ritorno, bevande incluse
- 1 x biglietto per l'opera di 2ª categoria
- Giro della città a piedi
- Visita guidata della Staatsgalerie
- Sistema audio Car Rouge
Hotel
Soggiornerete nell'elegante Steigenberger Hotel Graf Zeppelin a 5*, nel cuore di Stoccarda. Il teatro dell'opera si raggiunge a piedi in pochi minuti.
Descrizione dell'opera
Giuseppe Verdi: «La Traviata» – «A quell'amor ch'è palpito!»
Il punto di partenza dell'opera di Verdi è il romanzo francese «La dame aux camélias» di Alexandre Dumas figlio, da cui nacque un fortunato lavoro teatrale. Francesco Maria Piave, che per Verdi aveva già scritto i libretti da «Ernani» a «Rigoletto», fornì al compositore anche il modello letterario per l'opera in tre atti «La Traviata», che Verdi portò a termine in 45 giorni. La prima rappresentazione ebbe luogo il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice. Solo una rielaborazione e la nuova messa in scena del 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto di Venezia garantirono però all'opera il successo definitivo.
Violetta si abbandona al piacere di una festa e così allevia la sua sofferenza. Cena in mezzo agli amici: il visconte Gaston, Alfredo Germont, Flora Bervoix, il barone Douphol. Alfredo intona il brindisi: «Libiamo ne' lieti calici». Si danza il valzer. Violetta impallidisce e si guarda allo specchio: «Oh qual pallor!» Chiede apertamente ad Alfredo: «Da molto è che mi amate?» Nel duetto «Un dì felice» i due si confessano il loro amore. Lei gli porge una camelia che porta sul petto, che lui dovrà restituire solo quando sarà appassita. Le parole d'amore di Alfredo sul «palpito dell'universo intero» le toccano il cuore: «È strano!» Racconta della giovanile nostalgia per un uomo del futuro. Ma vuole restare libera e godere dei piaceri del momento.
In una casa di campagna Alfredo parla con entusiasmo di Violetta, che per lui da tre mesi evita le sfarzose feste della città. Preoccupata, la domestica Annina racconta che Violetta vuole vendere i suoi beni, i cavalli e le carrozze. Le servono «mille luigi». Flora scrive a Violetta nel suo nuovo rifugio e la invita alla festa a Parigi. Germont, il padre di Alfredo, la visita e viene a sapere della lettera con le intenzioni di vendita. Chiede «un sacrificio». «Pura siccome un angelo». Accenna a una relazione della figlia, che potrà sposarsi solo se Alfredo tornerà in seno alla famiglia e salverà il suo onore. Chiede a Violetta di rinunciare ad Alfredo. Quasi con cinismo le spiega i vantaggi di una separazione e le dice che il cielo non ha benedetto la loro unione. La sua speranza svanisce: quella di essere un giorno riabilitata come donna perduta, come «traviata». Invoca la vergine pura: «Dite alla giovine sì bella e pura». Germont la consola: «Piangi, o misera!» Lei dovrà dire ad Alfredo di non amarlo! Violetta si getta sul petto di Germont: «Qual figlia m'abbracciate, forte così sarò». Vuole morire come vittima del suo amore: «Conosceva il sacrificio».
Padre e figlio si abbracciano. Germont gli ricorda i tempi felici e la voce dell'onore («la voce dell'onor»). Alfredo giura vendetta alla festa di Flora. Il marchese D'Obigny diffonde la voce che Alfredo e Violetta si siano separati. Entrano i «Cori di Zingarelle e di Mattadori spagnoli». Gaston canta la canzone del torero Piquillo. Alfredo vede Violetta al braccio del barone Douphol. Si gioca d'azzardo. 100 luigi sulla destra e sulla sinistra. Alfredo vince. Violetta avverte Alfredo di andarsene. Douphol è lo sfidante. A lui ha fatto il giuramento di evitare Alfredo: «Di fuggirti un giuramento sacro io fea». Finge di amare Douphol. Alfredo le getta la borsa ai piedi: amore a pagamento! «Gelosa smania». La gelosia furiosa lo spinge a farlo. Solo ora lei confessa di amare Alfredo fino alla morte!
Il dottor Grenvil le tasta il polso. La sua tisi le lascia solo poche ore di vita. Con tono quasi da lezione legge la lettera di Germont sul ferimento del barone nel duello. Prende congedo dalla vita. Irrompe il baccanale del «bue grasso». Alfredo è accanto a Violetta. Vuole portarla via da Parigi. Germont si pente. La sua ultima confessione: «Se una pudica vergine degli anni suoi nel fiore a te donasse il core sposa ti sia..io vo..». Tutto è compiuto. Muore tra le sue braccia.