Vivere Monaco di Baviera in musica Max Raabe & Palast Orchester & opera La Bohème
Scoprite Monaco di Baviera nel suo volto culturale più bello: vi attende un viaggio elegante, ricco di momenti musicali di rilievo e di un fascino particolare. Gustate una cena esclusiva, visitate le attrazioni della metropoli bavarese e assistete al concerto di Max Raabe e del Palast Orchester nella Isarphilharmonie, nonché all'opera di Puccini "La Bohème" nella celebre messa in scena di Otto Schenk alla Staatsoper.
Date e prezzi
- 2026
| 22.11. - 25.11.2026 | So. - Mi. | da CHF 2'068.- |
1° giorno: Svizzera – Monaco di Baviera
Viaggio d'andata via Memmingen fino a Monaco di Baviera. Arrivo nel primo pomeriggio. Il Vostro eccellente hotel si trova nel cuore del centro storico di Monaco. Godetevi il pomeriggio libero nella metropoli bavarese e passeggiate per le belle piazze. Cena in comune in un ristorante di prim'ordine.
2° giorno: Monaco di Baviera & Max Raabe
Al mattino, durante una visita guidata della città, scoprirete le più belle attrazioni di Monaco. Il pomeriggio è a Vostra libera disposizione. In serata Vi attende un momento musicale davvero speciale: Max Raabe e il Palast Orchester dal vivo nella Isarphilharmonie.
3° giorno: Monaco di Baviera & opera
Al mattino visiterete con una guida la magnifica Residenz di Monaco, con le sue sale imponenti e i suoi sontuosi appartamenti ricchi di opere d'arte. In seguito rimarrà tempo per attività individuali. Prima dell'opera gusterete un elegante aperitivo. Poi assisterete alla celebre opera di Giacomo Puccini "La Bohème" alla Staatsoper di Monaco.
4° giorno: Monaco di Baviera - Svizzera
Viaggio di ritorno in Svizzera. Sosta libera per il pranzo nella graziosa cittadina portuale di Lindau, sul Lago di Costanza.
CarRouge
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- 30 breite, luxuriöse Premium-Fauteuils in 2+1-Bestuhlung
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360° Panorama
INCLUSO
- Viaggio in Car Rouge, disposizione dei posti 2+1
- Accompagnatore musicale da/per la Svizzera
- Alloggio in hotel selezionato a 4*
- 3 x PC (camera con prima colazione a buffet)
- 1 x cena incl. bevande
- 1 x aperitivo all'opera con vino e canapé
- 1 x biglietto d'opera di 1a categoria
- 1 x biglietto per il concerto di 1a categoria
- Giro della città a piedi
- Visita guidata della Residenz
- Sistema audio Car Rouge
Hotel
Soggiornerete presso l'Hotel Platzl 4* Superior, nel cuore di Monaco di Baviera. L'opera si raggiunge in soli due minuti a piedi.
Descrizione dell'opera
Giacomo Puccini: «La Bohème»
«Che gelida manina» – Com'è gelida questa manina!
Per il libretto dell'opera Luigi Illica e Giuseppe Giacosa si sono ispirati al romanzo «Scènes de la vie bohème» di Henry Murger. Puccini compose la musica nel corso del 1895 nella sua villa di Torre del Lago. Il 1° febbraio 1896 Arturo Toscanini diresse la prima rappresentazione al Teatro Regio di Torino.
Le ambientazioni sono «Sous les toits de Paris» e il Café Momus in Rue Saint Germain-L'Auxerrois, la vigilia di Natale del 1830.
Nella mansarda gelida Marcello dipinge il suo quadro «Le passage de la Mer Rouge». Il poeta Rodolfo fissa il cielo carico di neve. «Eureka» esclama all'improvviso. «L'idea vampi in fiamma». Il manoscritto va in fiamme. Il filosofo Colline commenta la brace. Il musicista Schaunard getta sul tavolo un Louis d'or: «Luigi Filippo ai nostri piedi!» Il quartetto si lascia andare alla fantasia. Il padrone di casa Benoit chiede l'affitto. I giovani lo coinvolgono in una conversazione: «L'altra sera al Mabil l'han colto in peccato d'amor». Egli si vanta: «Son vecchio ma robusto.» Cerca le sue distrazioni fuori casa. I giovani fingono indignazione e lo accompagnano con grande cortesia alla porta. Ecco come si paga l'affitto del trimestre! Andiamo al «Momus»! Rodolfo rimane per terminare un articolo per il «Castoro». La vicina Mimì appare con una candela spenta e le sue chiavi. Sviene. Lui la soccorre. Lei vorrebbe andarsene; ma la sua candela e quella di lui si spengono. Perde la chiave. Lui la trova e la trattiene: «Che gelida manina!» Il suo nome: Mimì. Lui è incantato: «O soave fanciulla!» e la bacia. Lei confessa: «Io t'amo!»
Scena movimentata nel Quartiere Latino. I venditori offrono ogni sorta di merce. Mimì vede un bel cappellino, «una cuffietta e un bel vezzo di corallo», mentre Colline scopre un raro esemplare della «grammatica runica». Al Café Momus si cena. Colline e Schaunard citano il latino. I bambini gridano «Parpignol!» Al tavolo accanto hanno preso posto Musetta e il vecchio Alcindoro. Chi è lei? Marcello, poco lusinghiero: «un uccello sanguinario». Lei fa una scenata, getta via il piatto («una puzza di rifritto»). Mimì crede che Marcello sia innamorato di Musetta. Un tempo era così. Colline si accontenta della pipa e dei testi greci. Musetta vuole attirare l'attenzione con un dolore al piede. Marcello cede. Il cameriere porta «il conto». Musetta chiede il conto per entrambi, lo consegna senza esitare al suo accompagnatore e lo lascia a mani vuote («E dove s'è seduto, ritrovi il suo saluto!»). Entra la ritirata con il tamburo maggiore. Musetta viene portata in trionfo da Marcello e Colline.
«La Barriera d'Enfer» in una mattina di febbraio. Le lattivendole sono già in cammino. Mimì cerca Marcello. Musetta dà lezioni di canto. Mimì non vuole incontrare il geloso Rodolfo.
Si parla di separazione. Lui confida all'amico: ama Mimì, ma lei è malata. L'amore da solo non basta a mantenerla in vita. Mimì si dispera: «al solitario nido ritorna un'altra volta». Si dicono addio, mentre Marcello e Musetta litigano. Lui, geloso: «sotto il mio cappello non ci stan certi ornamenti». Musetta definisce con disprezzo l'amante tradito «Pittore da bottega».
Di nuovo nella mansarda: Marcello e Rodolfo gettano via penna e pennello. Schaunard porta quattro pagnotte. Colline serve un'aringa. Gli uomini danzano tra loro: gavotta, minuetto, pavanella, quadriglia, rondò. Si duella con le molle del camino e l'attizzatoio. Musetta ha raccolto Mimì sfinita per strada. Marcello deve chiamare un medico. Mimì e Rodolfo ricordano i bei tempi del loro primo incontro. Marcello porta delle gocce per il cuore. Musetta canta «Madonna benedetta». Schaunard: «È spirata». L'ultimo grido di Rodolfo: «Mimì!»