Capodanno a Monaco di Baviera - Momenti di festa Maria Stuarda & Il pipistrello
Un passaggio d'anno scintillante a Monaco di Baviera: alla Staatsoper «Il pipistrello» incanta con lo spirito viennese, mentre «Maria Stuarda» di Donizetti avvince il pubblico con la sua intensità drammatica. Un elegante cenone di San Silvestro completa l'esperienza culturale. Highlight culturali nella festosa atmosfera di Monaco.
Date e prezzi
- 2026
| 29.12. - 01.01.2027 | Di. - Fr. | da CHF 2'528.- |
1° giorno: Svizzera – Monaco di Baviera
Viaggio via Memmingen fino a Monaco di Baviera. Arrivo nel primo pomeriggio. Il vostro eccellente hotel si trova nel cuore del centro storico di Monaco. Cena esclusiva insieme in un ristorante selezionato.
2° giorno: Monaco di Baviera & Opera
Giro della città, già residenza reale, con le sue attrazioni. Pomeriggio libero. In serata visita dell'opera "Maria Stuarda", un'emozionante opera belcantistica sulla lotta di potere tra Maria Stuarda ed Elisabetta I d'Inghilterra.
3° giorno: Monaco di Baviera & Operetta
Iniziate la giornata con una bella colazione in hotel e poi organizzatela a vostro piacimento. Una passeggiata nel Giardino Inglese, la visita a un museo o una sessione di shopping sono ottime idee. Vi attende una serata con l'operetta "Il pipistrello" alla Bayerische Staatsoper. Successivamente gusterete la cena di San Silvestro al ristorante Spatenhaus, accanto all'Opera.
4° giorno: Monaco di Baviera – Svizzera
Verso le 11.00 intraprenderete il viaggio di ritorno in Svizzera. Nel bagaglio, tanti bei ricordi dei momenti salienti di questo viaggio.
CarRouge
Die Premium Fahrzeuge sind auf dem neusten Stand der Technik und verfügen über grosszügige Platzverhältnisse: 3 Luxussitze pro Reihe, individuell verstellbare Kopfstützen und eine Innenhöhe von 2.10 m sorgen für ein einzigartiges Raumgefühl.
- 30 breite, luxuriöse Premium-Fauteuils in 2+1-Bestuhlung
- Grosszügiger Sitzabstand von 90 cm
- Sicherheitsgurten an jedem Sitzplatz
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- Gratis WLAN/Internet in Europa
360° Panorama
INCLUSO
- Viaggio in Car Rouge, disposizione dei posti 2+1
- Accompagnatore musicale da/per la Svizzera
- Sistemazione presso l'Hotel Platzl 4*
- 3 x pernottamento e prima colazione a buffet
- 1 x cena di San Silvestro, bevande incluse
- 1 x cena gourmet al ristorante
- 1 x biglietto d'opera di 1ª categoria
- 1 x biglietto d'operetta di 1ª categoria
- Giro della città e passeggiata a piedi
- Sistema audio Car Rouge
Hotel
Soggiornerete presso l'Hotel Platzl 4* Superior, nel cuore di Monaco di Baviera. A soli tre minuti a piedi dall'Opera.
Descrizione delle opere
Messa in scena
Barrie Kosky regala una nuova veste all'«operetta delle operette» e ne esplora il lato morboso. Lo scenario è Vienna, città dell'età d'oro dell'operetta, dove nel 1874 «Il pipistrello» fu rappresentato per la prima volta al Theater an der Wien. Non solo per Gabriel von Eisenstein la vendetta del pipistrello si trasforma qui in un incubo. Una società, un'intera città danza verso l'abisso. Per vendicarsi del suo amico Eisenstein, il dottor Falke, alias il pipistrello, organizza uno scambio di identità presso il conte Orlofsky. Lì si incontrano un marchese e un cavaliere, una contessa e aspiranti artiste per una festa inebriante. I bicchieri tintinnano, le relazioni vacillano, si ama, si mente e si balla. Si festeggia finché è possibile, fedeli al motto: «Felice chi dimentica...».
PRIMO ATTO
Più è borghese, più è insoddisfatta: Rosalinde von Eisenstein, viennese di buona società, sistemata nel matrimonio con l'ottuso Gabriel von Eisenstein, deve respingere le avances del suo amante di un tempo, il tenore Alfred. Adele, cameriera degli Eisenstein, poco dotata per il servizio domestico, sogna una carriera nel mondo dello spettacolo, per la quale dovrebbe aiutarla la sorella Ida, che già si esibisce in ambienti più elevati: Adele riceve da lei una lettera con l'invito a una festa eccessiva e famigerata a Vienna, data dal principe Orlofsky. Adele inventa quindi una presunta malattia della zia per ottenere una serata libera dal servizio presso gli Eisenstein. Lì si ritroveranno più tardi tutti – naturalmente avvolti in costumi che proteggono l'identità. Soprattutto Gabriel von Eisenstein anela a una notte simile, dato che in realtà è stato condannato a una breve pena detentiva per aver offeso a parole e con i fatti la giustizia. Gli resta ancora una notte prima di entrare in carcere. Il suo avvocato, il dottor Blind, era riuscito a ottenere in tribunale questa breve dilazione. Il dottor Falke, a sua volta amico stretto di Eisenstein, aspettava questo momento da tempo. Si vendicherà di Eisenstein: un tempo, infatti, Eisenstein aveva messo in ridicolo il suo compagno davanti alla società viennese, facendogli indossare, ubriaco fradicio dopo una notte di bagordi, un costume da pipistrello e lasciandolo vagare per Vienna. Falke invita dunque anche Eisenstein da Orlofsky – con tanto di possibilità di avventure extraconiugali. Eisenstein si entusiasma facilmente, perché in questo è espertissimo: un lussuoso orologio da taschino gli è già servito più volte da esca per giovani dame durante le sue uscite notturne. Gabriel si congeda dalla moglie per recarsi in carcere. Anche lei viene naturalmente invitata da Orlofsky, secondo il piano di vendetta di Falke. Poco dopo Rosalinde si trova di fronte Alfred, che tenta di sedurla di nuovo con le sue doti vocali. I due vengono interrotti dal direttore del carcere Frank. Cerca il marito condannato per scortarlo in prigione. La conseguenza logica: Alfred deve spacciarsi subito per Eisenstein e farsi condurre in carcere al suo posto, altrimenti il tête-à-tête diventerebbe di dominio pubblico. Alla fine tutti sono in cammino verso la festa di Orlofsky, perfino il pedante direttore del carcere Frank vi è attratto.
SECONDO ATTO
Nella casa di Orlofsky si fa baldoria. Chi si trova qui, nel migliore dei casi non è borghese, oppure lascia volentieri al guardaroba ogni etichetta di quel mondo. Questa serata sarà una festa dionisiaca – l'ebbrezza per definizione. Adele, che indossa un abito di Rosalinde, incontra la sorella Ida, la quale è sì confusa dal presunto invito per lettera – redatto anch'esso dal vendicativo Falke –, ma si rallegra di cuore dell'arrivo della sorella e vuole introdurla in società come attrice con il nome di Olga. Il celeberrimo principe Orlofsky, intanto, è quasi annoiato dai troppi festeggiamenti e pretende di essere divertito. Falke propone la rappresentazione di una commedia improvvisata – il titolo è «La vendetta del pipistrello». Così l'intrigo orchestrato da Falke prosegue e, com'è ovvio, anche il tasso di ebbrezza degli ospiti: arriva Eisenstein, che Falke presenta come marchese Renard. Compare anche il direttore del carcere, sotto il falso nome di cavaliere Chagrin. Il culmine è l'apparizione di una star annunciata in grande stile: la contessa ungherese. Questa contessa mascherata non è altri che Rosalinde, sconvolta nel vedere che il marito le ha mentito e che qui amoreggia disinvolto con la cameriera, che egli crede un'artista, e infine anche con lei stessa in costume. Così riesce a sottrargli l'orologio da taschino. All'alba la festa è ancora in pieno svolgimento, ma Eisenstein deve infine congedarsi e si avvia verso il carcere.
TERZO ATTO
In questo carcere il tasso alcolico è allarmante. Il carceriere Frosch incontra il direttore, fortemente ubriaco, che non riesce più a vedere chiaramente. A poco a poco arrivano tutti. Ida e Adele continuano a lavorare alla loro carriera artistica ancora da realizzare e chiedono a Frank l'aiuto che egli, come cavaliere Chagrin, aveva promesso a Olga in un momento di intimità. Soprattutto dovrebbe mettere una buona parola per loro con Rosalinde von Eisenstein, dato che Olga le ha sottratto l'abito. Egli acconsente, ma subito dopo si accorge che il marchese Renard è alla porta. Affinché Ida e Adele non vengano scoperte, vengono nascoste. Eisenstein, da parte sua, deve constatare che, primo, il cavaliere Chagrin è in realtà il direttore del carcere e, secondo, che Eisenstein è già stato incarcerato. Inizia a infuriarsi quando viene a sapere come sia potuto avvenire lo scambio di persona con Alfred. Si sente tradito da Rosalinde e anela alla vendetta. Lei, nel frattempo arrivata, cerca di tirarsi fuori dalla faccenda di Alfred. A questo punto tutti si sentono ingannati a vicenda e sono fuori di sé dalla rabbia. Scoppia la lite tra gli Eisenstein e piovono rimproveri. Rosalinde allora gli mette sotto il naso il suo orologio. Prima che la situazione degeneri, arriva Falke con Orlofsky e il suo seguito e chiarisce tutto a Eisenstein. Ecco come si vendica il pipistrello! La mascherata è finita. Tutti sono smascherati e dovrebbero ammettere le proprie azioni, se non ci fosse lo champagne. Su di esso, in fondo, si può scaricare la colpa. Resta solo una cosa: il mal di testa del giorno dopo …
Fonte: Bayerische Staatsoper München
Maria Stuarda di Gaetano Donizetti
PRIMO ATTO
L'ambasciatore francese perora la causa del suo sovrano presso la regina Elisabetta, che non è contraria a una simile unione ma, poiché ama Leicester, chiede tempo per riflettere e congeda l'ambasciatore con un messaggio adeguato. Poiché Leicester non lascia trasparire alcuna emozione, il sospetto di Elisabetta che egli ami la prigioniera Maria Stuarda diventa quasi una certezza. Quando Leicester riceve da Talbot una lettera di Maria, non riesce a nascondere il proprio turbamento davanti alla regina, che pretende da lui la lettera in cui Maria chiede un colloquio con Elisabetta. Sebbene Leicester neghi di amare Maria e sostenga di ammirarne solo la bellezza, la regina non gli crede, ma vuole comunque ricevere la sua rivale.
SECONDO ATTO
Leicester è corso in anticipo al castello di Fotheringhay, dove Maria è tenuta prigioniera con la nutrice e confidente Anna Kennedy, per prepararla all'incontro con Elisabetta. La giovinezza e la bellezza di Maria fanno infuriare Elisabetta a tal punto che non solo insulta colei che implora clemenza, ma la schernisce anche. Maria, già esasperata dall'umiliazione, chiama la regina Elisabetta bastarda e vergogna per l'onore d'Inghilterra. Elisabetta, profondamente colpita e ferita, si allontana e annuncia, con sgomento di Leicester, la prossima morte di Maria.
TERZO ATTO
Elisabetta esita a firmare la condanna a morte, ma viene persuasa da Sir Cecil. Quando Leicester la raggiunge, Elisabetta tiene trionfante la sentenza in mano e ordina la sua presenza all'esecuzione. Maria accoglie senza timore la sentenza recata da Cecil e Talbot e riceve l'assoluzione da Talbot, che sotto il mantello indossa una veste da sacerdote. Maria perdona i suoi nemici e, all'ultimo colpo di cannone, si avvia coraggiosa e composta verso il ceppo.
Fonte: Opera-guide.ch