Sogni galleggianti: le Halligen della Frisia settentrionale

Una vita sul mare, completamente dipendente dal tempo. Per i più inquietante, per gli abitanti di una Hallig invece quotidianità. In mezzo al mare del Nord, selvaggio, si trovano le dieci Halligen, esposte alle forze del mare, o al «Blanker Hans», come lo chiamano affettuosamente gli abitanti.

 

Senza alti argini le isole sprofonderebbero nel mare con l'alta marea e solo le terpen, i rialzi più elevati, salvano le case dal essere spazzate via. Ma proprio per questo gioco instabile dell'acqua le isole possiedono un fascino tutto particolare e in estate attirano non solo turisti, ma anche numerosi uccelli costieri e migratori.

 

 

Non sorprende quindi che la regione intorno al Mare dei Wadden sia patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO e che le isole, come area protetta, promuovano lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ecologico, economico e sociale. Innumerevoli specie di uccelli, foche e anche focene allevano qui i loro piccoli. Nelle cosiddette praterie salmastre, un habitat che rappresenta la transizione tra terra e mare, crescono le piante più diverse. Durante avvincenti escursioni sul wattenmeer, una guida locale dell'amministrazione del parco naturale introduce i visitatori alla fauna e alla flora delle Halligen e mostra loro quanto sia importante preservare questo habitat.

 

Vivere con il mare

Ma non sono solo la fauna e la flora ad affascinare i visitatori. Sono le persone a rendere queste isole così uniche. Si sono abituate da tempo alla vita con la natura e la maggior parte degli abitanti reagisce con grande calma alle forze naturali. «Il «Landunter», la terra sommersa, per noi è del tutto normale, ci siamo cresciuti», spiega Helga Diederichsen, che con suo figlio gestisce il noto Sturmflutkino, il cinema delle mareggiate, a Hooge. Con il temporale il Mare dei Wadden sembra spazzato via. E quando arriva una mareggiata e l'acqua entra fin dentro casa, ci si rifugia semplicemente nel locale protetto in cima alla casa. In fondo si vive nel mare. Alla domanda se non abbiano paura dell'acqua, gli abitanti di una Hallig rispondono solo con sguardi di incomprensione.

Vivere su una Hallig, a volte completamente tagliati fuori dal resto del mondo dall'acqua, non significa però che gli abitanti siano soli. La comunità e la coesione sono molto importanti. Qui tutti conoscono tutti e la maggior parte vive qui fin dall'infanzia. Così anche le sorelle Hilke e Karen. Pur avendo lasciato la Hallig verso la fine dell'adolescenza per gli studi, entrambe sentono sempre di nuovo il richiamo del ritorno. E non di rado il fascino delle Halligen e la particolarità del luogo convincono perfino i forestieri a restare. Renate Orthmann arrivò per la prima volta a Langeness nel 1985, vi ritornò continuamente, finché un giorno semplicemente rimase.



Come una delle Halligen più belle, Hooge entusiasma ogni anno innumerevoli turisti. Per contenere un po' la forza del mare, la Hallig Hooge è circondata da un argine di pietra, unica tra le Halligen. Hooge possiede inoltre la terpa più grande, che è al tempo stesso il centro culturale della Hallig e da cui i visitatori possono scoprire l'isola.

Gli amanti della natura possono informarsi sulla Riserva della biosfera delle Halligen nel centro visitatori Mensch & Watt, visitare la mostra con l'acquario delle maree e il laboratorio del Wattenmeer, oppure far visita al Mare dei Wadden stesso e scoprirvi innumerevoli specie animali e vegetali. E chissà, forse i cercatori di tesori verranno ricompensati addirittura con l'«oro del Mare del Nord»: l'ambra.


La nostalgia per l'ampiezza del paesaggio

Dopo una tranquilla passeggiata o un approfondimento culturale, piccoli caffè e ristoranti invitano a sostare e a riposarsi. Una visita assolutamente imperdibile è quella al più antico locale di Hooge, il Friesenpesel. Chi ha fame viene coccolato non solo con specialità della Frisia settentrionale, ma anche con un arredamento affascinante, con piastrelle olandesi originali di oltre 200 anni e una stube arredata risalente al 1746.

Sulla via del ritorno si fa già sentire la nostalgia. La nostalgia per l'ampiezza del paesaggio, per il profumo del mare. E già si comincia a pianificare la prossima gita sull'isola. In qualche modo c'è qualcosa di speciale: sulle Halligen si torna volentieri.


Se per una volta il tempo è meno invitante, i vari musei entusiasmano e offrono un piacevole rifugio dal vento e dalle intemperie. L'highlight assoluto della Hallig Hooge è la visita allo Sturmflutkino. Su uno schermo gigante viene mostrato in modo impressionante un tipico «Landunter». Gli appassionati di storia camminano nel Königspesel sulle tracce dei naviganti del XVIII secolo e gli amanti dell'arte possono ammirare nella chiesa della Hallig del XVII secolo le opere del maestro Ringeling.

 

Consulenza e prenotazione: Da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 12.00 | dalle 13.00 alle 17.00

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